Mercoledì 16 novembre alle ore 8.15 nell’aula dove svolgiamo regolarmente le lezioni, abbiamo incontrato i ragazzi dei NATS di Bologna. Questi ragazzi che si chiamano Benedetta, Pierluigi e Erika ci hanno fatto sistemare le seggiole in modo da formare un cerchio, spostando i banchi lateralmente; in questo cerchio formato dalle nostre seggiole abbiamo camminato tutti insieme con la regola di non doverci scontrare; questo gioco aveva il significato di farci capire che viviamo insieme agli altri, e che dobbiamo portare avanti le nostre idee, rispettando le altre persone e non scontrandoci con loro.
Ci siamo seduti sulle seggiole, sempre mantenendo il cerchio e ci siamo presentati attraverso un gioco che consisteva nello scambiarci di ruolo, dicendo nome e caratteristiche del compagno alla nostra destra . Con la tecnica della "tempesta di idee" abbiamo elencato tutte le parole, che secondo noi, sono collegate al lavoro minorile, mentre Benedetta le scriveva su un cartellone, a fine lavoro le parole elencate, hanno fatto capire che abbiamo tutti un’idea negativa riguardo al lavoro minorile.
Benedetta e Pierluigi, mentre Erika ci riprendeva con la telecamera, ci hanno divisi in cinque gruppi, io ero con Francesca, Gabriella e Maria Giulia, insieme abbiamo elaborato un piccolo testo, molto triste e amaro che parlava di una piccola bambina costretta a lavorare per pochi soldi per guadagnarsi da vivere, ispirandoci alla fotografia che ci avevano affidato i due esperti, la quale ritraeva tre bambini caricati sopra un furgone, insieme a scatole di carta igienica. Ogni gruppo ha letto il proprio racconto ad alta voce, tutte storie molto tristi di bambini infelici. Benedetta e Pierluigi, poi, ci hanno raccontato le storie vere dei bambini nelle fotografie, meno terribili delle storie di nostra fantasia, e abbiamo fatto il paragone tra le nostre idee sul lavoro minorile, che qualcuno ha confuso con lo sfruttamento, e le storie di questi bambini che non sono fortunati come noi, ma che hanno vite poi non così tanto orribili. I ragazzi dei NATS, poi ci hanno chiesto quali sono le attività che svolgiamo in casa per aiutare i nostri genitori; io per esempio apparecchio, aiuto mia madre a cucinare e innaffio le piantine. Alle ore 10.15 Benedetta, Pierluigi ed Erika se ne sono andati, affidandoci però un compito, inerente alle spese e all’utilizzo dell’acqua nella nostra famiglia da svolgere per il prossimo incontro.
 
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