PierLuigi ci ha chiesto di osservare il planisfero che abbiamo in classe: ha chiesto, per alzata di mano, di elencarne tutte le particolarità che ci venivano in mente osservandolo e così abbiamo fatto. Dopo questa breve osservazione, Benedetta, con l’aiuto di Cristian ci ha fatto osservare un altro planisfero; anche qui, PierLuigi ci ha chiesto di elencare tutti i particolari e abbiamo notato che, rispetto alla carta di prima, la forma dei continenti era più stretta e più allungata. Benedetta ci ha spiegato che quello era chiamato “Il Planisfero di Peters”; questo tipo di carta geografica, infatti, è diversa dalla nostra in classe perché è stata tracciata da punti di vista diversi . Benedetta ci ha spiegato che chi disegna una cartina geografica, un europeo, ad esempio, tende a mettere il suo continente al centro di tutto. “Il Planisfero di Peters” è stato disegnato dal tedesco Peters per mettere in evidenza il rapporto che abbiamo nei confronti delle altre civiltà: noi europei spesso siamo molto più che campanilisti,siamo eurocentrici e pensiamo di avere una cultura migliore di quella della civiltà degli altri, che, molto spesso non conosciamo nemmeno (questi sonoPREGIUDIZI).
Dopo tutto ciò, abbiamo incominciato a osservare dei lucidi, che confrontavano il lavoro minorile tra i vari Paesi, considerando anche la quantità di popolazione nei vari continenti , L’Asia è il più popolato, perché comprendente alcuni stati densamente abitati, come la Cina, per esempio. Un altro lucido evidenziava il fatto che, al mondo, esistono più bambini sotto i 15 anni, che ragazzi sopra quella determinata età; il terzo lucido informava che il 14% dei bambini al mondo vivono nelle zone industrializzate, mentre il quarto lucido indicava il numero dei minori lavoratori presenti in tutto il mondo; un altro lucido affermava che i bambini lavoratori sotto i 15 anni si concentrano maggiormente in Asia (60%), in Africa rappresentano il 41,4% e in America Latina costituiscono il 10,5% tra tutti i bambini presenti.
Il sesto lucido, mostrava, invece, un grafico che informava sull’occupazione nei vari settori di tutti i bambini lavoratori nei Pesi più poveri: sono occupati nell’agricoltura circa il 70% dei minori lavoratori; nelle industrie ne sono presenti circa l’8,3% e nei servizi utili alla comunità (quali il bigliettaio negli autobus) troviamo il 19,6% dei minori.
Dopo questo interessante confronto tra statistiche, i ragazzi ci hanno chiesto di prendere due fogli su cui scrivere, secondo noi, il diritto ed il dovere più importanti del bambino: come diritto principale, è stato molto “gettonato” il DIRITTO ALLA VITA, mentre, come dovere, LA SCUOLA.
Successivamente abbiamo guardato un ultimo lucido, dove erano elencati i principali diritti dei bambini: fra questi, il diritto alla cura ed alla salute, il diritto ad una propria cultura, religione, nazionalità e nome,…(qui qualche nostro compagno ha aggiunto una riflessione che avevamo evidenziato nello scorso incontro: “Ogni bambino ha gli stessi bisogni, ma non può sempre soddisfarli con gli stessi beni”)
 
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